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La caffeina, l’alcaloide naturale tipico del caffè

Pianta coffea robusta

La caffeina è uno degli alcaloidi più importanti  del gruppo della purina, e in natura possiamo trovarla, in diverse quantità, all’interno dei chicchi di caffè (1-2,5%), nelle foglie di tè (2-3%), nella pasta Guaranà, (ricavata da una pianta brasiliana chiamata, appunto, Guaranà (5%)), e nelle foglie di cola, cacao e matè. 

Nella sua forma primordiale, l a caffeina ricorda quello di un cristallo, dal sapore amarognolo ed incolore.

Storia della caffeina

Potremo quasi azzardare nel dire che la caffeina viene consumata da sempre: infatti già durante l’età della pietra venivano consumate bacche e foglie contenenti caffeina, anche se è soprattutto in Cina che inizia a farsi spazio su larga scala, in quanto la cultura dell’estremo Oriente prevede un ampio consumo del tè.

Alquanto singolare e curiosa è una storia risalente al XV secolo, nello Yemen, precisamente nel Monastero Chehodet, secondo la quale uno dei monaci, avendo saputo da un pastore che il suo bestiame si manteneva “allegro” anche di notte se ingerivano certe bacche (contenenti, per l’appunto, caffeina), preparò con queste una bevanda con lo scopo di restare sveglio e pregare più a lungo senza avvertire la stanchezza.

Diffusione in Africa, Asia e poi Europa

Dal XVI secolo, inizia a diffondersi in Africa ed in  altre zone dell’Asia, per poi giungere finalmente in Europa. Nel 1700, i coloni esportano prodotti contenenti caffeina anche nel nuovo continente, in America; di contro, gli Aztechi iniziano gli esploratori spagnoli al consumo di cioccolato.

Dal 1880, vengono prodotte le prime bevande contenenti caffeina.

Oggi non vi è un solo continente che non faccia uso di questo alcaloide, primo fra tutti gli Stati Uniti (consuma il 70% dei beni contenenti caffeina prodotti su scala mondiale).

Quanta caffeina si consuma in Europa?

In Europa, il consumo di caffeina varia molto a seconda del Paese di provenienza e dall’età; sommariamente, possiamo dire con certezza che, in media, la popolazione europea adulta (intendendo quella fascia d’età che va dai 18 ai 65 anni) consuma una media giornaliera di 200 mg (con un range di 100-400 mg), per la maggior parte derivante da caffè e tè, ma anche da bevande analcoliche comprese le “bevande energetiche” ed il cioccolato.

Red bull bevanda energetica contenete caffeina

 

Tuttavia, come abbiamo già affermato, la dose dipende molto dalle abitudini del Paese da cui si proviene: i paesi scandinavi e la Danimarca sono noti per le loro bevande ad alto contenuto di caffeina (assumono giornalmente, in media, 400 mg del famoso alcaloide); ne sono consumatori accaniti anche l’Irlanda ed il Regno Unito, che assumono caffeina soprattutto assumendo tè.

I bambini, gli adolescenti e le persone che non consumano caffè assumono caffeina soprattutto dal cioccolato, ma anche dal tè e dalle bevande alla cola.

Caffeina, dove la troviamo?

La caffeina è riscontrabile in molti alimenti, primo fra tutti il caffè ( l’alcaloide è estremamente concentrato in questa bevanda: basti pensare che in una tazzina di espresso, la caffeina raggiunge gli 80 mg, la stessa quantità presente in 250 ml di un energy drink); un altro alimento è il , presente 28 mg all’incirca ogni 150 ml (anche se la sua quantità varia a seconda del tipo di tè: infatti il tè nero ha molta più caffeina rispetto al tè verde); anche in alcune bevande, sia analcoliche (es: Coca cola) che non (es: alcolici al caffè), è presente l’alcaloide, come nel cioccolato (soprattutto fondente).

Il caffè e la caffeina

Come abbiamo già affermato, l’alimento con la più alta concentrazione di caffeina è il caffè.

Caffè e caffeina

 

Quest’ultimo si presenta in svariate forme, e in base a ciò può avere diversa quantità di accentramento di caffeina:

  • Caffè espresso: come detto poc’anzi, la quantità di caffeina si aggira intorno agli 80 mg ogni 28 ml;
  • Caffè ristretto: la concentrazione di caffeina è inferiore rispetto al caffè espresso, perché si lascia fluire meno liquido nella tazzina. Nonostante abbia minor quantità di liquido rispetto al caffè lungo, ha la stessa presenza di caffeina; inoltre si differenzia dal “caffè ristretto” perché mentre quest’ultimo è preparato con l’utilizzo della macchina per caffè espresso, il caffè corto è preparato utilizzando la moka;
  • Caffè lungo: è un tipo di caffè che prevede una bassa concentrazione di aromi e di gusto (perché caratterizzato da un’eccessiva presenza d’acqua) ma da un’alta concentrazione di caffeina;
  • Caffè decaffeinato: come suggerisce la parola, è quel tipo di caffè che viene liberato dal suo componente principale, ossia la caffeina; infatti, molti amanti del caffè, insonni o cardiopatici, sono costretti ad ovviare a questa tipologia di bevanda. L’estrazione della caffeina si svolge mediante l’utilizzo di un solvente che viene applicato sui chicchi di caffè ancora crudi (ossia ancora non tostati), in seguito i chicchi vengono trattati a vapore per eliminare il solvente ed infine vengono essiccati e tostati.
  • Caffè dello studente: è un caffè particolarmente forte di caffeina: viene ottenuto riempendo il bollitore della moka con caffè precedentemente preparato ed usando nuova polvere di caffè nel filtro.

Esistono altre varianti di caffè, come il caffè macchiato (con il latte) ed il caffè corretto (aggiungendo qualche goccia di superalcolico); tuttavia, queste aggiunte non alterano la presenza di caffeina.

Caffeina, benefici ed effetti collaterali

La parte del corpo dove principalmente la caffeina va a stimolare  è il sistema nervoso centrale; essa, successivamente, viene assorbita a livello gastrico e nel tratto iniziale dell’intestino, ed in seguito va a distribuirsi in vari distretti e liquidi dell’organismo.

I benefici della caffeina

Gli effetti sul sistema nervoso possono avere effetti differenti, sia positivi che negativi: iniziamo parlando dei benefici. Se assumiamo dosi inferiori ai 500 mg si diffondono sensazioni piacevoli come:

  • un miglioramento generale delle funzioni sia psichiche che fisiche, dove aumenta sia lo stato di veglia e di allerta, sia la concentrazione;
  • Grazie alla sua azione energetica, è utilizzata ampiamente nel mondo dello sport, in quanto migliora le prestazioni atletiche in attività aerobiche, diminuisce la sensazione di affaticamento ed ottimizza l’ossigenazione cellulare durante l’attività fisica (tuttavia bisogna moderare il consumo di caffeina, perché assunta in dosi importanti può essere considerata una sostanza dopante; occorre, quindi, che gli atleti agonisti prestino attenzione alla dose assunta per evitare di risultare positivi ai controlli antidoping);
  • Alcuni studi hanno dimostrato come l’alcaloide si sia palesato come un ottimo alleato della salute, aiutando a prevenire perfino molte patologie, sempre tenendo presente di non superare le 3 tazzine al giorno (tumore al fegato, cirrosi epatica e calcolosi biliare, diabete di tipo 2, morbo di Parkinson ,tumore al colon-retto…);
  • Inoltre, secondo diversi studi, sembra che la caffeina riduca la despressione, allontana in rischio dell’Alzheimer e difenda dal cancro alla prostata per gli uomini  e dal tumore al seno e dall’ictus per le donne;
  • I vasi sanguigni, anche i più piccoli come quelli delle dita, sono soggetti all’aumento del flusso sanguigno al loro interno grazie all’assunzione di caffeina; ciò è stato confermato grazie ad uno studio condotto dal Dipartimento di farmacologia dell’Università di Ryukyus di Okinawa in Giappone;
  • La circolazione delle coronarie e il sistema arterioso vengono ottimizzati e potenziati, senza, tuttavia, alterarne la pressione;
  • L’alcaloide svolge un’azione stimolante anche a livello polmonare: infatti chi assume caffeina beneficia di una migliore respirazione, perché la dilatazione dei bronchi e la ventilazione dei polmoni sono rinforzate;
  • Anche la muscolatura del nostro scheletro ne trae beneficio: infatti, la caffeina ne ottimizza il coordinamento nei movimenti, rinforza la sua capacità di contrazione, diminuisce il senso di affaticamento ed aumenta il rendimento sportivo;
  • sul gran simpatico stimola i nervi vasomotori e dunque facilita la digestione, favorendo la secrezione dei succhi gastrici;
  • Migliora le funzioni del fegato e dell’intestino: nel primo attiva la produzione della bile e la contrazione della cistifellea. nel secondo coadiuva i movimenti;
  • altri effetti positivi si riflettono sui reni, dove si ottiene la dilatazione delle arterie renali ed il conseguente potenziamento della diuresi;
  • sulle ghiandole endocrine stimola la secrezione delle surrenali (corteccia/cortisone, ecc.; midollare/adrenalina), ed infine stimola la funzione tiroidea ed il metabolismo.

Gli effetti collaterali della caffeina

Tuttavia, se viene superata la soglia media di 500 mg di caffeina, andiamo incontro a diversi effetti collaterali, in quanto dosi più consistenti favoriscono inquietudine, fremiti, nausea, agitazione, prestazioni incostanti e diuresi (sintomi comunemente sintetizzati nel termine di caffeinismo).

Mal di testa

Assumere troppa caffeina può comportare problemi di digestione con conseguenti rischi di malattie gastrointestinali (per questo chi soffre di gastrite, ulcera o reflusso gastroesofageo dovrebbe limitare il consumo di caffeina al di sotto dei 300 mg), disturbi del sonno, carenze nutrizionali (perdita di vitamina B attraverso le urine, perdita di calcio, potassio, magnesio ed altri minerali).

La caffeina crea dipendenza?

Si, l’alcaloide crea dipendenza, anche se questo aspetto viene spesso sottovalutato in quanto è una sostanza socialmente accettata e legalizzata in qualsiasi continente; infatti, molte persone guardano alla caffeina come metodo per combattere la stitichezza (perché le aiuta a mantenere una normale regolarità intestinale, ma è come essere dipendenti dai lassativi, e alla fine molti bevitori di caffè diventano dipendenti da questa azione lassativa.

Senza lo stimolo della caffeina, essi provano ciò che è conosciuto come “costipazione di rimbalzo) e il mal di testa (è famoso il rimedio della nonna secondo il quale assumere caffeina aiuta a far passare il mal di testa, ma recenti studi affermano che uno dei sintomi dell’astinenza da caffeina è proprio il mal di testa).

I problemi correlati alla troppa assunzione di caffeina, fortunatamente, si possono evitare andando verso la giusta direzione: assumendone nella dose giusta.

   

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